"Mi sono sempre vantato della mia capacità di formulare frasi. Le parole sono, secondo la mia non così modesta opinione, la nostra massima e inesauribile fonte di magia, capace tanto di infliggere ferite quanto di porvi rimedio."
...perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
inventino i mondi sui quali guardare.
domenica 4 dicembre 2011
venerdì 2 dicembre 2011
I gigli nel campo.
[...]Perciò io vi dico: non preoccupatevi di quello che mangerete per vivere, né di quello che indosserete sul vostro corpo; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di un solo istante la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Guardate come crescono i gigli nel campo: non fanno fatica e non tessono. Eppure io vi dico che neanche Salomone, in tutto il suo splendore, vestiva come uno di loro! [...]
Matteo, 6, 24 - 29.
L'illogica allegria.
Esistono canzoni, dipinti e poesie che riescono a dare un nome a quegli indefiniti stati d'animo, che tutti ci troviamo a vivere e che non sappiamo neppure descrivere. Questa canzone, per me, appartiene a tale privilegiata schiera.
Da solo,
lungo l'autostrada,
alle prime luci del mattino;
a volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.
Lo so
del mondo e anche del resto,
lo so
che tutto va in rovina,
ma di mattina,
quando la gente dorme,
col suo normale malumore
mi può bastare un niente,
forse un piccolo bagliore,
un'aria già vissuta,
un paesaggio o che ne so.
E sto bene.
Io sto bene come uno che si sogna,
non lo so se mi conviene,
ma sto bene, che vergogna.
Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia,
se mi capita così.
È come un'illogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se, improvvisamente,
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente
Io sto bene...
Questa illogica allegria
proprio ora, proprio qui.
Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
Da solo,
alle prime luci del mattino;
a volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.
Lo so
del mondo e anche del resto,
lo so
che tutto va in rovina,
ma di mattina,
quando la gente dorme,
col suo normale malumore
mi può bastare un niente,
forse un piccolo bagliore,
un'aria già vissuta,
un paesaggio o che ne so.
E sto bene.
Io sto bene come uno che si sogna,
non lo so se mi conviene,
ma sto bene, che vergogna.
Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia,
se mi capita così.
È come un'illogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se, improvvisamente,
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente
Io sto bene...
Questa illogica allegria
proprio ora, proprio qui.
Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
mercoledì 23 novembre 2011
Fantasia
![]() |
| Marc Chagall - Il violinista verde |
Bruno Munari - Fantasia, 1977
Per dare un senso a ciò che ha occupato la mia vita per la maggior parte del tempo che ho vissuto: lo studio, la scoperta di cose nuove.
Per ricordarmi un motivo, ora che sto terminando con una seconda laurea questo percorso guidato, iniziato alla scuola materna: per provare sempre il desiderio (de sidera, discendiamo dalle stelle!) di imparare. Con lo spirito giusto, che era quello delle paroline magiche, quello che, anni fa, mi hai trasmesso tu.
mercoledì 16 novembre 2011
Il giorno della civetta.
Cos'è l'Italia, cosa sono questi giorni? Qual è la linea di confine tra ragione e caos, tra legge e costume, tra bene e male? E' sufficiente un breve racconto a segnare il solco. E uno stile di nobile eleganza, disincantato per eccesso di umanità. Dietro la carta sottile di poche pagine si schiudono diafani e leggeri un'isola e un paese, secoli di storia. Basta questo, per scrivere un classico.
domenica 13 novembre 2011
Viva Benigni, viva l'Italia.
Non condivido l'ottimismo e il senso "millenaristico" che si respirano in questi giorni. Mi sembrano prematuri, più emotivi che ragionati. I presupposti della barbarie degli ultimi decenni non sono ancora stati rimossi o superati. Anche dimenticando il fatto che la quintessenza del potere, ovvero i media, non è stata minimamente scalfita, dobbiamo tenere ben presente che il "berlusconismo" è vivo: si tratta di una malattia troppo radicata nella società, nello spirito italiano, perché un singolo evento, per quanto importante, possa cancellarla. Come riportava Giorgio Gaber: "Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me". E per lavarci l'anima da questo, avremo bisogno d'anni.
In ogni caso segnali più luminosi non mancano. Primo tra tutti, il commovente discorso di Benigni al parlamento europeo, un'apologia dell'Italia che, sulle ali della passione, si trasforma in elogio del lato migliore dell'umanità, di quella metà angelica che sopravvive nell'anima umana. Un caldo raggio di sole nel buio dell'inverno.
In ogni caso segnali più luminosi non mancano. Primo tra tutti, il commovente discorso di Benigni al parlamento europeo, un'apologia dell'Italia che, sulle ali della passione, si trasforma in elogio del lato migliore dell'umanità, di quella metà angelica che sopravvive nell'anima umana. Un caldo raggio di sole nel buio dell'inverno.
sabato 12 novembre 2011
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